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Nel 1898 Filippo Turati, autore del testo, venne condannato a dodici anni di reclusione in occasione dei moti del pane di Milano, repressi nel sangue.

L’accusa fu di sobillazione , assolutamente inventata in quanto lui stesso si era prodigato per scongiurare una rivolta, i cui scopi gli parevano poco chiari. “Non fate dimostrazioni – disse – , sarebbero il pretesto ad una repressione feroce” che puntualmente avvenne.
Tra le imputazioni ci fu anche quella di aver scritto i versi del Canto dei lavoratori, l’inno del partito operaio da lui fondato nel 1892 (divenuto successivamente il Partito Socialista Italiano) : “Sono come eccitanti all’odio di classe”, confidò anni dopo all’amico Treves: chi veniva colto a cantarlo in pubblico veniva condannato a 75 giorni di carcere.

La musica fu composta dal maestro Amintore Galli, e la prima esecuzione pubblica avvenne a Milano il 27 Marzo 1886 nel salone del Consolato operaio, in via Campo Lodigiano, ad opera della Corale Donizetti.
L’inno ebbe subito una grandissima diffusione, e fu tra i più amati dai lavoratori italiani.ascolta lamusica e leggi le quartine

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