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Se vogliamo fare un bilancio della Prima e della Seconda Repubblica, ci aiutano i numeri. I quasi 50 anni della Prima Repubblica hanno fatto 830 miliardi di euro di debiti, che però erano patrimonializzati, e l’Italia aveva le banche e l’Iri. La Seconda Repubblica ha fatto 1.170 miliardi di debiti in 20 anni. Il teatrino della politica dove stava? Dal Dopoguerra a Tangentopoli gli italiani hanno potuto comprarsi le case e fare dei risparmi, mentre oggi stiamo assistendo a un impoverimento generale del Paese. Io che sono un rottame da Prima Repubblica pretendo che la Seconda ci restituisca l’onore.

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foto Seconda repubblica e doppia moralità
LE MONETINE A CRAXI
IL MALLOPPO PER SE’

“La mia moralità è comprovata dal fatto che ho tirato le monetine a Craxi”.Se politicamente la seconda repubblica spira il girono in cui i partiti se la squagliano di fronte agli spread e ai diktat dell’ ex direttorio franco tedesco, rifiutandosi di entrare nel governo Monti, quanto pronunciato dal capogruppo del PdL, Fiorito, è l’epitaffio che rende epica la fine di un ciclo.Siamo di fronte a un cerchio perfetto. C’è da restare a bocca aperta davanti a tanta perfezione estetica con cui la storia ha voluto manifestarsi con tale schiettezza.Non si tratta di eterno ritorno, ma di una ellisse all’ingiù. Si torna al punto di partenza, è vero, ma ad un livello più basso, nel sotterraneo.Il bipolarismo aveva promesso il “nuovo” da entrambi gli schieramenti.

Polo A

1 – Sono state tolte le preferenze per eliminare il voto di scambio e al suo posto, attraverso le nomine dall’alto, si è creata una classe di rantieres, di parassiti, che rispondono a chi li coopta e non a chi non li può nemmeno votare. In sostanza per debellare la corruzione è stata abolita la rappresentanza elettorale.
2 – Per la violazione della legge sul finanziamento ai partiti Mani Pulite ha liquidato le forze democratiche della Repubblica “nata dalla Resistenza”. La scena è stata presa da ex fascisti ed ex comunisti che hanno provveduto a sostituire il finanziamento ai partiti coi rimborsi elettorali. Questi, a loro volta, si sommano ai finanziamenti ai gruppi parlamentari oltre che agli stipendi di gente mai eletta da alcuno e in ferie dal novembre scorso, governo Monti. Per estirpare le bustarelle, oggi la legge permette che si mettano direttamente le mani in tasca ai cittadini privati di vero voto.
3 – E’ stata smantellata con le privatizzazioni l’industria pubblica – metà del Pil nazionale – ma il debito pubblico è aumentato, mentre i servizi sono stati tagliati.

Polo B

1 – Riforma della giustizia: la popolazione carceraria è aumentata, i tempi dei processi sono allungati, l’ordine giudiziario è diventato a tutti gli effetti un potere extra-costituzionale come la vicenda della questione di competenza sollevata dal Presidnete della Repubblica dimostra.
2 – Il federalismo fiscale è scomparso nel nulla.
3 – Dal milione di posti di lavoro siamo al 30 per cento di disoccupazione giovanile.

Bilancio di A+B:

La casta ha sostituito i partiti e la rendita pubblica ha sostituito la tangente.
La politica senza la rappresentanza popolare ha ceduto il passo alla finanza.
L’Italia ha pagato il costo della crisi di altri paesi con un debito estero superiore al nostro.
Senza partiti unitari con una vita democratica, si è affermato il notabilato locale.

Conclusione.

Craxi dichiarò alla Camera e in Tribunale che il finanziamento irregolare ed illecito ai partiti era vigente e noto da quando egli portava i pantaloni alla zuava.
Già Luigi Sturzo negli anni ’50, presentando un disegno di legge per abolire il finanziamento pubblico, denunciava il cattivo costume delle irregolarità e degli illeciti.

Nessuno fece intendere, nè allora nè in seguito, di esserne mai stato al corrente.

Sono passati altri decenni, ma quando si parla di soldi anche la Polverini non ne sa nulla come tutti.
Dice infatti che “l’immoralità era prima di lei”. 
Tirando le somme, Fiorito dice che la sua moralità è provata dall’aver lanciato le monetine a Craxi. La moralità della Polverini la autorizza a “potere non sapere” che la moralità del secondo lo autorizza a saccheggiare. Visti i numeri, Tangentopoli era una merenda.
Sotto questo profilo, quindi, non è ingiustificato riflettere sul fatto che chi era un bambino negli anni ’90, oggi avendo – più o meno – tra i 25 e 30 anni e terminato da un pezzo le scuole, sia nell’età per chiedere conto ai genitori “rivoluzionari” di allora: “Cosa avete combinato in questi venti anni?”. 
Risposta: “Abbiamo tirato le monetine a Craxi”.
Ecco perchè è geniale l’epitaffio del signor Fiorito sulla tomba della seconda repubblica.

Esso apre infatti la possibilità logica di immaginare l’Italia come Itaca e il ritorno di Ulisse nella prospettiva di scacciare i Proci.

Per questo, senza che nessuno capisse perchè, con fede abbiamo fatto e rifatto la tela.

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Fiorito che rutta

La Polverini dice che l’immoralità era prima di lei. Questo Fiorito dice che la sua moralità è provata dall’aver lanciato le monetine a Craxi. La moralità della prima la autorizza a “potere non sapere” che la moralità del secondo lo autorizza a saccheggiare. Tangentopoli era una merenda.

Italia come Itaca: ritorni Ulisse-Craxi e vadano in esilio questi Proci

Con una lunga intervista all’ex ambasciatore americano in Italia durante il periodo di Mani Pulite, il quotidiano la Stampa rompe vent’anni di oertà ed apre la campagna di verità sul “golpe” di Tangentopoli e offre informazioni preziose per un bilancio sui vent’anni della seconda repubblica, sulla viltà delli partiti di allora che si fecero “suicidare”, e sulla formazione delle relazioni di potere politico ed economico che hanno prtato l’Italia nella situazione di fragilità costituzionale, economica e sociale di oggi.

L’intervista è di Maurizio Molinari, inviato a New York per il giornale di Torino, e le dichiarazioni dell’ambasciatore sono di un mese prima della sua improvvisa morte avvenuta nelle scorse settimane.

Gran parte delle cose dette da Barthelemew sono contenute nel libro “La Ghigliottina Italiana” curato da Burnett e Mantovani pubblicato esclusimanete in lingua inglese e sempre rifiutato da editori italiani. A quel lavoro si dedicò con un contributo determinate Massimo Pini che ne sollecitò la stesura e che ne favorì la pubblicazione negli Usa.

Leggi l’intervista di Maurizio MolinariImage

Nella foto (Corsera): Antonio Di Pietro in una mensa della Caserma dei Carabinieri in occasione di una cena prenatalizia datata 15 dicembre 1992, è giunto il momento di fare il punto della situazione. La tesi di fondo dell’articolo di Felice Cavallaro è: Di Pietro è un uomo dei servizi segreti probabilmente americani (Cia) perché al suo tavolo oltre all’allora questore incensurato Bruno Contrada (che sarà arrestato 9 giorni dopo quella cena) era presente Rocco Mario Modiati un uomo della Kroll Secret Service, una sorta di costola investigativa della Cia

Il frullato dei partiti

Pubblicato: 09/05/2012 in review
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Riporto questo commento di Rino Formica sul voto italiani del 6 maggio.

” L’alternativa di società divise nel ‘900 la destra e la sinistra europea.

Il punto di equilibrio fu il compromesso socialdemocratico.

La destra era dedita alla accumulazione tra diseguali, la sinistra si impegnava sulla distribuzione per correggere le diseguaglianze.

Tutto ciò avveniva nell’ambito dello Stato nazionale.

Destra e sinistra convergevano nel reperire i margini di riformismo insufficienti in due modi: trasferendo parte del peso o alle nuove generazioni (debito pubblico) o ai Paesi più deboli (prezzi delle materie prime, manovre monetarie).

Oggi, i due schieramenti che per comodità di espressione continuiamo a chiamare destra e sinistra, si devono misurare sul terreno di una alternativa di equità e non su visioni diverse di società per definire il peso del sacrificio nazionale nel quadro di un equilibrio globale.

Non tutti i sistemi politici nazionali sono omogenei.

Anzi i sistemi politici, che dopo la seconda guerra mondiale hanno esaltato la loro specificità o la loro diversità, sono i più penalizzati, mentre i sistemi politici più simili fronteggiano meglio le difficoltà per uscire dalla crisi sovranazionale.

Le elezioni di domenica ci hanno offerto tre test. Germania e Francia hanno sistemi politici fondati su concezioni e regole dell’alternativa di società ed hanno resistito bene: la Francia trova una guida socialista, la Germania conferma a denti stretti una guida conservatrice.

La Grecia, paese diverso nell’affrontare il tema dell’alternativa di società, si è incagliata nella crisi globale a seguito dell’uso smodato delle astuzie levantine. Il voto della Grecia si è frantumato e segnala più disastri: inconsistenza dei grandi partiti-guida e nascita di partiti reazionari ed anti-sistema.

L’Italia nel ‘900 ha coltivato l’illusione delle diversità, ed ha piegato l’alternativa di società alla logica della organicità della società (compromesso storico). Quella diversità ( soluzione unitaria del conflitto) è stata applicata all’attuale fase della crisi globale con la soluzione del governo dei tecnici (il governo diverso di Berlinguer).

Oggi l’Italia è più vicina alla soluzione politica greca (frantumazione del sistema politico) che a quella tedesca o francese (passaggio dall’alternativa di società all’alternativa delle soluzioni della crisi sovranazionale).

In Italia il deficit di alternativa ha travolto i partiti di governo della I° Repubblica ed ora travolgerà la cosiddetta II° Repubblica dopo l’illusoria soluzione tecnico-burocratico-consociativo.

Il voto amministrativo ci dice che la somma dei voti di ABC è inferiore al 50% del paese reale.

La prospettiva politica greca è vicina.

Non saranno le tecnicalità elettorali a salvare il PDL imploso, il PD in declino, il 3° polo evaporato.

Presto si capirà quanto devastante sia stato l’errore di non aver consultato il popolo durante la grande crisi di sistema esplosa tra l’estate e l’autunno del 2011″.

Rino Formica