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Grazie a una sottoscrizione straordinaria di amici e simpatizzanti siamo riusciti a completare il lavoro di quest’anno, a stampare il giornale e ad inviarlo agli abbonati (che lo riceveranno a casa nei prossimi giorni). Tutto questo, in un quadro caratterizzato dalla crisi e dalla chiusura di numerose testate giornalistiche cartacee e web. Da parte nostra, non rinunceremo né alla carta né al web.
A questo scopo stiamo preparando la documentazione per costituire la fondazione “Istituto di Studi di Critica Sociale”, che avrà una sede affiliata in ogni capoluogo di provincia. Il progetto verrà illustrato nei dettagli nel corso delle prime settimane del 2014.
Cliccando sull’immagine di copertina si accede al sommario generale dell’anno, mentre di seguito segnaliamo una selezione di articoli tratti dai numeri pubblicati nel corso del 2013. Numeri che trattano svariate tematiche: la storia e la crisi della Seconda Repubblica, la riforma costituzionale, il declino economico, politico e culturale dell’Unione Europea, la riscoperta dell’eredità del “vero centro-sinistra italiano” degli anni sessanta e le proposte per rilanciare, nelle condizioni attuali, una genuina ed efficace azione riformista in Italia e in Europa.

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Il Centro internazionale di Brera è un’associazione culturale  la cui attività è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali sin dal 1980.

Critica Sociale è la più antica e longeva rivista italiana, fondata da Filippo Turati nel 1891 e tutt’ora editata. Essa conserva dalla fine dell’Ottocento documenti e volumi custoditi nella sua Biblioteca storica. Nel suo 120 aniversario è stata insignita dell’Alto Patronato del Presidente dela Repubblica.

Il Centro Internazionale di Brera e la Critica Sociale operano nel sito di via Formentini 10 dove dispongono – semplificando – di tre zone specifiche:
– Il convento della Canonica di S. Carpoforo con l’Archivio e la Biblioteca,
– la Sala Cineteatro,
– la Galleria-Expo.
Questi spazi sono collegati tra loro da due chiostri che offrono anche la possibilità di incontri conviviali all’aperto nel periodo primavera-autunno.

Area della Biblioteca storica

La Critica Sociale ha organizzato il proprio Archivio della Rivista sia in volumi rilegati dei fascicoli cartacei sia in edizione digitale accessibile online e salvata in Dvd. Esso è suddiviso in quattro settori:
1 – La Collezione Storica di Turati (1891-1926) accompagnata da un volume di 170 pagine e 8000 voci con il catalogo completo degli Autori e dei Titoli, con l’indicazione dell’anno, del numero di fascicolo e della pagina di ciascun articolo. Si tratta di una “guida” necessaria ad una più rapida consultazione dell’edizione digitale, che rende immediatamente visibile l’intero contenuto della Collezione Storica.
2 – La Raccolta cartacea e digitale dal 1945 ad oggi dei fascicoli. L’edizione digitale è consultabile gratuitamente online.
3- La collezione dell’Avanti! dal 25 aprile 1945 alla sua chiusura nel 1993, accompagnata (sino al 1978) dai registri di redazione con i borderò degli autori, suddiviso per anno e per ordine alfabetico. Una guida unica per ricostruire autori e articoli della politica italiana del dopoguerra.
4 – Volumi e opuscoli della Biblioteca storica di Critica Sociale a cavallo tra l‘800 e il 900, e i libri del Fondo Faravelli (che riorganizzò l’archivio nel secondo dopoguerra) e i volumi che con il tempo le redazioni successive hanno ricevuto o acquistato nel corso degli anni.

LA PROPOSTA

1 – Convenzione con il circuito museale storico, in particolare con il Museo del Risorgimento per expo di storia nazionale. Presentazione di documenti e oggetti di rilievo storico in eventi pubblici anche in collaborazione con lo spazio attiguo dell’Accademia di Brera

2 – Novecento, la Biblioteca virtuale del pensiero politico e sociale ricostruita già in “born digitaled”

3 – Partecipazione al circuito Media Library online (MLOL) con eBook sia in entrata che in uscita (digitalizzazione della biblioteca).

In quest’ottica i modelli di riferimento sono due:

a – Il modello classico della Library per quanto attiene la costante attività di aggiornamento e di archiviazione della documentazione – in convenzione con biblioteche, fondazioni, istituti culturali e con altri circuiti analoghi già esistenti – per la ricerca e la formazione

b – Il modello innovativo delle “biblioteche senza libri” o “Digital Library” (David Abel in Boston Globe – settembre 2009) un’esperienza che si è sviluppata negli scorsi anni soprattutto negli Usa – ed ora alla London School of Economics (Digital Library) – che consente con i Pc o i readers elettronici di accedere a database “immagazinato” negli “storages” del Centro con la tecnologia del “cloud computing”.
Questa soluzione favorisce in particolar modo i piccoli editori che possono essere posti sullo stessso piano di accesso dei grandi editori e trarre vantaggio dalla vendita o dal noleggio degli e-booksagli online richiesti per la consultazione agli utenti del Centro.

Area della Sala Cine-teatro e Area della Galleria Expo

Dal Centro Internazionale di Brera sono passate – tra i molti altri – protagonisti della letteratura, della scienza, del cinema e della musica come Vaclav Havel, il regista Waida, Lech Walesa, Sacharov, Jiri Pelikan, David Cooper, André Glucksmann, Bian Ino. Sono stati fatti conoscere, tra i molti altri, in Italia con i loro stage, l’Odin Theatre, la coerografa Pina Bausch e la filmaker Rebecca Horn. Qui sono stati ospitati gli esordi di autori italiani, allora sconosciuti, come Roberto Benigni e Nanni Moretti, le grandi mostre di Jo’ Ponti e Titanus. Mario Merz e Arte e Societa’ con gli artisti emergenti del momento. Tutte personalità presenti in occasione di manifestazioni a sostegno della libertà di espressione e di pensiero per la difesa dei diritti umani, molte delle quali organizzate dalla prima sezione italiana di Amnesty International che proprio nel Centro Brera aveva la sua sede operativa nazionale.

Anche questa storia è raccolta in una ampia documentazione in corso di digitalizzazione.

LA PROPOSTA:

1 – Progetto ArchiVivo

Rendere “tridimensionale” l’archivio della Biblioteca Storica trasformando in sceneggiatura i temi studiati dai giovani ricercatori e studenti per realizzare pieces teatrali, lectures, documentazione video. Il tutto in edizione multimediale (podcast, eBook, movies).

Spostare i “fantasmi” dagli Scaffali al Palco (e al Web in files audiovideo) per rilanciare la tradizione classica del teatro politico

Questo progetto può incontrarsi con il programma Faber, per la formazione (durante i seminari di preparazione delle sceneggiature) all’uso e alla conoscenza della tecnologia digitale a lato dell’attività di ricerca storica e di scrittura creativa.

2 -Teatro del Borgo in Brera

Sul modello del Teatro del Sale di Firenze, uno spazio per un mix di cibo e cultura. I programmi:

ACuMe
Azione di cultura multimediale. Produzione con pubblico per compagnie teatrali senza sede fissa, artisti che intendono promuoversi, ma anche con eventi SecretHouse, con la partecipazione di personaggi dell’Arte e della Cultura di passaggio a Milano.

Brera ”Mondo-Borgo” (BMB),
Una programmazione live-streaming di eventi internazionali su grande schermo (teatro, concerti, perfomances, mostre, ecc).

SocialMovie
Produzione-rassegna di film e di corti su temi di carattere sociale ed informativo

3 – Galleria-Expo

IoOperaMondo
Permanente di opere prime di giovani designers (modellisti, gioiellieri, stilisti), fotografi, filmakers

Expo-point
Anteprime di mostre e gallerie aperte o in programma con scenografie e video realizzati da studenti (e docenti) dell’Accademia di Brera.
In collaborazione con Informagiovani del Comune di Milano

Mecenatismo culturale e redditività sociale:
Il modello delle “Maisons de la Culture” francesi

Per rendere concreto questo progetto è essenziale la combinazione tra
– spazi del Centro
– tecnologia digitale.
Lo sviluppo continuo degli strumenti di editoria digitale per l’accesso alla documentazione e per la comunicazione (testuale, video, audio) dei prodotti culturali è la chiave per organizzare i contenuti diponibili e per produrne ulteriori (born digitaled) in un circuito coerente di custodia, comunicazione, accesso, creatività.
La adozione degli strumenti innovativi dell’editoria web nella vita del Centro permette tre obiettivi:
Raccogliere documentazione e prodotti culturali in quantità superiore rispetto alle tradizionali procedure di archiviazione e di consultazione
L’accesso universale alle attività programmate
La partecipazione di partners alla programmazione delle attività

Questa applicazione delle tecnologie digitali dell’editoria web alla vita del Centro è essa stessa un campo di ricerca e di sviluppo specifico. La concezione tradizione di “editoria”, infatti, passa dalla distribuzione del prodotto culturale ed informativo, alla sua “ubiquità”. L’editoria digitale consente di offrire la possibilità di interagire (e quindi allarga la partecipazione) con le opere e gli eventi. Il centro è ovunque.

In uno spazio limitato si possono quindi prevedere compiti più vasti.
Il modello è quello delle maisons de la culture francesi per la molteplicità delle iniziative culturali ed associative utilizzando gli spazi disponibili: la sala cine-teatro, lo spazio esposizione, le sale di lettura, i chiostri per l’intrattenimento ed eventuale ristoro.

Promuovere il mecenatismo culturale

Organizzato in questo modo il progetto consente a una pluralità di centri culturali, di scuole, di società per la ricerca e gestione delle tecnologie di comunicazione, di compagnie teatrali, di artisti nel campo delle arti visive, figurative, musicali e letterarie,
di avere una sede di riferimento sempre aperta e disponibile nel centro della città, potendo concorrere alla programmazione delle attività in veste di partners

Si crea così di fatto un circuito tra soggetti culturali e pubblico con l’obiettivo di essere promotori del mecenatismo culturale, un tratto tipico della tradizione della società milanese nel corso di tutta la sua storia