Meglio della guerra

Pubblicato: 03/09/2014 in Senza categoria

Ucraina. [Se non la guerra ] Resta, la strada del negoziato. Ma va imboccata al più presto. Lo scorso aprile i filorussi si sarebbero accontentati di un robusto decentramento politico e amministrativo. A Kiev giuristi ed esperti dibattevano anche in pubblico sulle modifiche costituzionali necessarie. Poi il gruppo dirigente legittimato dalla rivolta di Maidan cancellò tutto, confidando di essere in grado di mantenere l’integrità del Paese. Ciò non è avvenuto e tutto lascia pensare che non avverrà. Nel frattempo i separatisti sono passati a pretendere una formula di federalismo che non esiste in natura. La «Novorossia», così si dovrebbe chiamare il nuovo Stato, rimarrebbe federato a Kiev, ma con la libertà di concludere accordi internazionali. Nel caso specifico: aderire all’Unione doganale promossa da Mosca, con Bielorussia e Kazakistan. Un mostro giuridico: sarebbe come se il Texas firmasse un trattato con il Messico, scavalcando Washington. In realtà i filorussi puntano alla secessione. Ma forse il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ancora un modo per limitare il danno: riconoscere un ruolo politico ai ribelli armati. Duro da accettare per un Paese democratico. Durissimo. Meglio, però, infinitamente meglio della guerra e del suicidio economico.
gsarcina@corriere.it

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