Europa Russia, crisi solo all inizio

Pubblicato: 19/03/2014 in Senza categoria

Con una clamorosa dichiarazione che rimette indietro l’orologio ai tempi della guerra fredda Vladimir Putin ha firmato ieri nella sala di San Giorgio, l’accordo di ingresso della Crimea nella Federazione Russa, accordo che dovrà ora essere ratificato dalla Duma, il Parlamento russo. Nel corso di una solenne cerimonia nella Sala di San Giorgio, Putin ha ricordato che “La Crimea è stata e resta parte inalienabile” della Russia e la decisione di Nikita Krushev di cederla all’Ucraina “fu presa in violazione della costituzione sovietica. L’Occidente si è ricordato che c’è un diritto internazionale, bene. Meglio tardi che mai”, ha aggiunto con un chiaro riferimento al referendum sostenuto da Usa e Europa con cui il Kossovo si staccò dalla Serbia.

Contenere la Russia nell’est Europa
Fabio Fabbri, già ambasciatore italiano a Kiev dal 2004 al 2007, scrive su Aspenia, la rivista dell’Aspen Italia: ”Avremmo anche dovuto essere più prudenti nello spingere l’Ucraina verso un accordo di associazione da concludere a tutti i costi. Si ha l’impressione che l’Europa stesse per firmare quell’accordo, senza essersi seriamente accertata se ne sussistevano i necessari presupposti. Solo ora che Yanukovich è caduto, sembriamo renderci conto di quanto impreparato fosse in realtà il Paese e di quanto inaffidabile fosse quel regime nell’assicurare il necessario rispetto degli importanti impegni derivanti dall’accordo. È legittimo il sospetto che la spinta verso la sua conclusione fosse soprattutto in funzione di quell’obiettivo di contenimento della Russia, così presente nelle strategie dei nuovi Paesi membri dell’Europa centro-orientale”.

L’Europa all’Ucraina: “Prendere o lasciare”
E’ noto, ma non si vuole ricordare, che nel trattato di adesione la UE ha concesso all’Ucraina dieci anni per il raggiungimento degli standard economici europei. Durante tale periodo, l’Ue avrebbe mantenuto la priorità nell’esportazione dei propri prodotti e servizi in Ucraina.
Come ha osservato Petr Khavlik, economista del Vienna Institute for International Economic Studies, “la Germania, la Francia e la Gran Bretagna hanno paura del flusso di forza lavoro proveniente dall’estero, e quindi dall’Ucraina, perchè può seriamente influire sull’economia e sul benessere sociale di questi paesi. L’Unione Europea (UE) ha sospeso le trattative con l’Ucraina, in pratica non fa alcuna concessione al governo di Kiev, a cui ingiunge: prendere o lasciare.
Yanukovich ha richiesto una compensazione iniziale di 100 miliardi di euro, da pagare in cinque quote annuali, per far fronte all’impatto devastante sull’apparato economico. L’UE ha detto “nein”, e a questo punto che ha avuto inizio la ribellione filo-occidentale animata da elementi nazisti e finanziata con fondazioni, media e partiti, per far cadere il governo legittimo, anche se poco popolare. “E’ la prima volta che – per ottenere la firma di un trattato commerciale – si fa ricorso in modo così aperto e fragrante alla sedizione per imporre il “libero scambio” a un paese sovrano. Il senatore McCain si è scomodato personalmente, per andare in prima linea a dare ordini a Vitali Klitschko, come un suggeritore di slogan da inalberare sulle barricate”.

Crimea. Verso un nuovo ordine mondiale

Secondo Vladimir Kolosov, dottore in scienze geografiche, capo del centro di ricerca geopolitica dell’Istituto di Geografia dell’Accademia Russa delle Scienze, “È molto probabile che l’impatto che avranno le sanzioni colpirà non solo la Russia: provvedimenti più seri richiederanno un considerevole impiego di tempo e costi all’Occidente.

Per Fedor Lukjanov, presidente del Presidium del consiglio per la politica estera e di difesa “La speranza dell’Occidente che il voto in Crimea non fosse che una mossa tattica, un gioco al rialzo, è svanita. Le minacce devono, ora, essere messe in pratica. Ciononostante, l’Occidente non ha nessuna esperienza nell’introduzione di sanzioni efficaci contro una superpotenza nucleare, che occupa gran parte dell’Eurasia ed esercita una forte influenza in tutto il mondo, rappresentando un serbatoio gigante di risorse”.

L’ultima battaglia della Guerra Fredda o un autogol occidentale?

Il fatto che la Russia possa iniziare a giocare un ruolo indipendente sulla scena mondiale – prosegue Lukjanov – senza considerare più la reazione dell’Occidente, interessa a molti. Ciò potrebbe alterare l’esistente equilibrio di forze mondiali. “.

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