La crisi Ucraina spaccherà l’Europa. Torna la questione dei confini ad est della Germania

Pubblicato: 02/03/2014 in review
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Appunti: Sull’Ucraina la Ue si spaccherà. Schulz e il socialismo nazionalista. Dopo il direttorio franco tedesco, il consolato germanico ( Commissione + Berlino) sull’Europa (o meglio, sull’Eurozona, il resto se ne va)

1. Articolo interessante dal titolo, Ucraina: la nebbia della propaganda della NYRBooks 

2. Il Labour rifiuta la designazione di schulz alla Commissione europea decisa dal congresso del PSE di roma (evernote rassegne):
“The Labour party will on Saturday set itself definitively against the federalist vision of Europe when it refuses to endorse the European parliament president Martin Schulz as the Socialists’ candidate to be the next European commission president.

In a clear signal to its European partners on the left that there are limits to Labour’s support for the EU, the party will say that the German’s “political priorities” clash with its vision for Europe.

Ed Miliband and the shadow foreign secretary, Douglas Alexander, have decided to speak out against Schulz on the eve of his formal designation at a Party of European Socialists (PES) conference in Rome as the left’s candidate for EC president” (dal Guardian)

3. Ucraina: la tesi più verosimile ( ma bisogna conoscere meglio il testo dell accordo di adesione per l’integrazione europea) è che la crisi sia una crisi di “confini tra germania ed est. Le trattative vennero interrotte dopo la riduzione del budget 2014 del 9,4 per cento. L’ucraina chiedeva un negoziato trilaterale con UE e Russia a cui Ue si è opposta.

L’interruzione delle trattative precede la decisione di accettare il finanziamento russo e il più basso costo del gas per Kiev. Alla trattativa interrotta è seguita immediatamente la rivolta per la caduta del governo e le elezioni del nuovo parlamento (negli Usa hanno parlato tranquillamente di colpo di stato). La proposta europea prevedeva una transizione di 10 anni perché l’ucraina potesse adeguarci agli standar finanziari dell’Eurozona: nel frattempo un patto commerciale privilegiato tra Ue e Ucraina avrebbe per lo stesso periodo garantito condizioni di maggior vantaggio per le esportazioni europee. In pratica, con la riduzione del budget, l’interruzione delle trattative e la condizione del monopolio dell’export, la Ue (germania con francia in posizione ancillare) ha voluto prendersi l’Ucraina gratis.

Oggi per l’Ucraina è difficile competere sia con la Russia che con l’Ue. Attualmente è necessario che Kiev sviluppi una collaborazione commerciale-economica con entrambe le parti. L’iniziativa del governo ucraino di attuare delle trattative di tipo trilaterale è stata proprio pensata per smussare i contrasti esistenti. I rappresentanti dell’Ue, però, si dicono sempre contrari all’ingerenza della Russia nelle trattative tra Ucraina e Ue. L’Unione, a queste condizioni, non intende considerare la questione delle compensazioni finanziarie per l’Ucraina in caso di sottoscrizione dell’accordo.
Sempre più esperti ucraini ritengono che per l’Ue sia più importante distruggere i legami tra Russia e Ucraina piuttosto che avvicinare l’Ucraina all’Unione. Sembra che negli ambienti politici e nelle istituzioni Ue siano ancora forti gli stereotipi negativi sulla Russia e sulla sua grandissima influenza sull’Ucraina.
Le probabilità di un’assistenza finanziaria da parte dell’Ue all’Ucraina sono basse
I Paesi Ue ritengono per il momento impossibile l’allargamento dell’Unione. Nel budget comunitario per il 2014 non sono previste spese in tal senso. Per la prima volta nella storia dell’Ue, inoltre, il budget è stato diminuito del 9,4% da un anno all’altro. E’ dunque verosimile che i Paesi leader dell’Ue si comportino con circospezione rispetto all’integrazione dell’Ucraina nella Comunità europea anche per questo. L’Ue non ha alcuna fretta nel portare avanti le trattative con l’Ucraina quando si parla di questioni finanziarie. L’Ue ha concesso all’Ucraina dieci anni per il raggiungimento degli standard economici europei. Durante tale periodo, l’Ue avrà la priorità nell’esportazione dei propri prodotti e servizi in Ucraina.

L’espansionismo commerciale tedesco che si basa sulla centralizzazione del controllo finanziario da parte della burocrazia europea dei bilanci sovrani, al fine di indebolire le economie nazionali per renderle dipendenti politicamente e commercialmente, se tocca la questione dei “confini ad est” porta ad un passo dalla guerra.

E’ verosimile che in Europa nessuno abbia previsto che Mosca non può consentire che un’intero paese al suo confine passi armi (flotta e nucleare) e bagagli all’occidente? Con l’ucraina, infatti Mosca perderebbe in un colpo solo la flotta sul mar nero, ovvero il controllo dei gasdotti asiatici e caucasici. Nessuno a Bruxelles ci ha pensato? Se ci hanno pensato, allora la “rivolta democratica” va riesaminata da cima a fondo, raddrizzando gli occhiali con cui la propaganda la guarda e la fa guardare in occidente.

Ultimo punto:  l’iniziativa inglese di proporre la riunione del consiglio di sicurezza sembra indicare una tendenza della gran bretagna ad un ruolo di mediazione per contenere l’esuberanza tedesca. Infine, il silenzio della Merkel urla che chi lancia il sasso ora nasconde la mano dietro agli americani, che farebbero bene a ripristinare lo status quo ante, riconoscendo: 1. la non integrabilità della Ucraina alla Ue, 2. l’autonomia della Crimea nel quadro dell’unità nazionale Ucraina, e particolarmente l’inviolabilità delle basi militari russe nella penisola, una sorta di status speciale extraterritoriale come per la Nato nei paesi che ne ospitano le basi.

4. Pubblico un Testo di Antonio dB

Prima la crisi bancaria di Cipro di un anno fa –below a clear article by Roberto Savio, IPS,–, in cui si e’ assistito all’esproprio dei conti correnti al di sopra dei 100mila euro – soprattutto di investitori russi– il modo come essa e’ stata condotta, con diffusione ad arte di notizie su provenienze illecite dei capitali, conclusasi con l’invio da Mosca di navi russe nell’isola;
Ora la conduzione della crisi in Ukraina da parte della UE con l’inflizione di sanzioni al governo Ukraino in seguito alle quali subito e’ seguito il pilotato colpo di mano al governo Ukraino del 23 Feb ultimo scorso, con la sostituzione di Viktor Yanukovych, presidente eletto, riparato in Russia, che ha scatenato la reazione di Putin.
Forse l’Europa, il parlamento Europeo, la Commissione, la BCE –e tutto quanto rappresenti la burocrazia e il potere, non eletto dai popoli, che vi si nasconde dietro- stanno davvero giocando col fuoco .
Infatti la Crimea, appartenente intimamente alla tradizione, alla cultura e alla storia russa fu nel 1954, data in “dono” alla Ucraina dal leader sovietico Nikita Khrushchev. E mi sembra giusto che il governo russo e Putin agiscano per proteggere i propri cittadini.
Ma probabilmente, anche Putin ha intercettato la politica neo-espansionistica e dominatrice della Germania in Europa e nel mondo. La volonta’ di sganciarsi dalla rete internet e dal sistema satellitare e soprattutto la mira di soppiantare il dollaro con l’Euro, rivelano completa la sfrenata ambizione della Germania, da attuare con ogni mezzo e “a tutti i costi”.
Ed infatti per quali motivi essa ha imposto sacrifici, lacrime e sangue sulla pelle dei popoli europei (e sui nostri giovani che gridano vendetta)?
Ed ora assistiamo alla tentazione della Merkel di ampliare mercati dove esportare e serbatoi di manodopera da sfruttare, riconquistando i territori che si affacciano sul Mar Nero, e cosi’ ricreare il Reichskommissariat Ukraino

http://en.wikipedia.org/wiki/Reichskommissariat_Ukraine…. (vedere anche la mappa ingrandita)…..Putin permettendo.

Spero davvero che il Presidente Obama intenda!

Antonio dB

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