“Cartellino rosso per la Germania” . Si prepara lo scontro tra inglesi e tedeschi sul futuro dell’Europa

Pubblicato: 20/06/2013 in review
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STRATEGIA TEDESCA:

“Il fallimento di uno Stato sul proprio debito sovrano nell’Eurozona deve essere possibile per assicurare una disciplina di mercato. È di questa opinione Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce: «Nel lungo termine – ha detto, intervenendo a un convegno monetario organizzato dalla Banca di Francia a Parigi – dobbiamo assicurare che sia possibile il fallimento di uno Stato. La possibilità di un ‘default’ é un elemento chiave per la disciplina di mercato».
È per questa ragione, ha continuato Weidmann, che l’Eurozona sta lavorando sulla regolamentazione finanziaria e per la creazione dell’unione bancaria che spezzerà il legame tra le banche e il debito sovrano del proprio Paese.

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Strangolare il sud europa, inglobarlo nel mercato interno tedesco (concezione esattoriale del mutualismo del debito) per alimentare le risorse dela Germania destinate alla strategia di sviluppo del suo export globale. Poi vedremo come sia una strategia destinata all’isolamento dopo lo sgarbo di Cipro – da un lato – e dopo il G8 e il gelo Usa-Russia, dall’altro, con l’ esca degli accordi per l’unione commerciale  transatlantica vantaggiosa anche sopratutto per la Germania. (Se la stanno cucinando col suo stesso condimento, il trade in cambio della politica)

STRATEGIA BRITANNICA

Charles Grant (CER) sul Guardian: “Ma i leader dell’Ue devono fare anche dell’altro: devono rendere l’Ue più responsabile dal punto di vista del potere, più pronta a rispondere del proprio operato. il parlamento, malgrado il buon lavoro che ha fatto su alcune leggi, non è riuscito a convincere molte persone che agisce in rappresentanza dei loro interessi. Molti europarlamentari hanno pochi contatti con i sistemi politici nazionali. E la priorità del parlamento sembrano spesso incrementare i propri poteri, ottenere un budget Ue maggiore e dare all’Ue un ruolo più importante, ma non sembra che molti elettori le condividano. I parlamentari nazionali potrebbero far sì che l’Ue risponda maggiormente del proprio operato in due modi. Prima di tutto i collegamenti tra i parlamenti nazionali dovrebbero essere rafforzati. Il trattato di Lisbona ha dato vita alla procedura del “cartellino giallo”, grazie alla quale se un terzo o più dei parlamenti nazionali crede che una proposta della commissione infranga il principio di sussidiarietà, l’idea che le decisioni dovrebbero essere prese al livello più basso compatibile con l’efficienza ( l’opposto di quello che dice Weidmann, ndr), sono autorizzati a chiedere che essa sia ritirata. La commissione deve quindi ottemperare a ciò o giustificare perché intende proseguire nella sua decisione. Questa procedura, utilizzata un’unica volta finora, potrebbe evolvere in un “cartellino rosso”, con la quale i parlamenti nazionali potrebbero costringere la commissione a ritirare una data proposta.

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Spiegazione dello stesso autore: “A un certo punto i governi della zona euro potrebbero cercare di rafforzare la loro valuta prendendo alcuni provvedimenti decisivi in direzione di un sistema più integrato di decisione delle politiche economiche. Ma poi è sufficiente che un parlamento nazionale, un’elezione generale o un referendum blocchino questi provvedimenti e il futuro dell’euro è a rischio“.

Politica batte Economia, vedi Grand Bergain di Tony Blair su questo sito.

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