DIARIO LEGHISTA

Pubblicato: 26/04/2013 in review, Senza categoria
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Un rapporto relativo alla armi delle Leghe veneta, lombarda e piemontese del 1992, primo ministro Giuliano Amato. Non troviamo altra ragione per l’ opposizione al suo ingresso al governo da parte dell’ ex ministro degli interni, Roberto Maroni

di Edmond Dantes (critica sociale n.9/2012- reprint da Storia di questi 20 anni)

Dopo molte traversie, mi  stato recapitato sull’isola, la copia di un diario. Non so esatta mente di cosa si tratti. Non so se sia una costruzione di pura fantasia.
Un racconto romanzesco. Una libera ricostruzione di fatti interpretati e raccontati secondo il vezzo dell’autore. Non so se si tratta di realtˆ effettivamente esistite e di fatti real mente accaduti, di personaggi dipinti esattamente come sono. E’ un diario che risale a due anni or sono, e si riferisce anche a fatti ancora precedenti. Dopo d’allora sono successe molte cose. Tutte politiche e nessuna di carattere militare, almeno nel senso indicato nei diversi capitoli di questo diario. Infatti in questi si scriveva: “Dopo le ultime politiche, i componenti del vertice Lega Nord hanno sconsigliato prima e vietato poi, quell’atmosfera ‘goliardica’ che da sempre aveva contraddistinto i momenti politici, sociali e conviviali all’interno delle sedi. Non interpreto questa mossa come una presa di maggior coscienza e maturità’ . Mi ritengo un buon conoscitore del pensiero leghista. Non credo perci˜ che le cose stiano in questo modo
Questo comportamento  dettato unicamente dalla paura di possibili fughe involontarie di notizie in momenti euforici ai quali tanto invita la goliardia. Oramai Lega Nord  ben consapevole di essere con trollata dai servizi di sicurezza e da tutti i settori di polizia politica presenti nel nord
Ho inoltre ragione di credere che parte degli infil trati a suo tempo inseriti nelle fila di L.L. siano stati scoperti e che agli stessi, volutamente, vengano fatte pervenire informazioni fuorvianti anche se molto credibili
Si rendono conto insomma che non possono assolu tamente pi sbagliare se vogliono attuare i piani che si sono prefissati e raggiungere gli obiettivi di ever sione di cui tanto parlano
Due anni orsono era abbastanza facile sentir bisbigliare di depositi d’armi e di addestramenti per un efficiente uso delle stesse. Adesso no. Adesso che veramente sono pronti, guai a chi tocca l’argomento. Solo ‘il senatur’, se lo desidera, pu˜ fare qualche ambigua allusione in pubblico. Il senatur  consapevole che si tratta di realtˆ e di strumenti certi sui quali pu˜ contare. Non solo sono pronti ma dispongono anche di possibilitˆ concrete di riconversione, pressochŽ immediata, di materiali industriali adibiti ad impiego civile in materiale bellico. Disseminate in tutta la zona nord vi sono societˆ con officine nei settori di fonderia, trafilatura, minuteria metallica, prodotti plastici e legname che, oltre a finanziare, sono pronte ad intervenire. Tutto questo non  affatto strano. Giˆ due anni orsono ero stato informato, con dovizia di dettagli, di che cosa la L.L. stesse cercando di organizzare. Mi riferisco ai fatti ‘svizzeri’, ed in particolare agli incontri di L.L. (arch. Gisberto Magri) con personaggi svizzeri, tra i quali era preminente la figura del prof. Proteus. Ricordo oggi una relazione di allora nella quale si parlava della mappa sulla quale era stata tracciata la famosa linea Cisalpinache delimitava un territorio entro il quale sarebbero nati i depositi d’armi, i punti armati e di difesa dell’allora L.L. Era lo stesso periodo in cui si cominci˜ a parlare della nascente Lega Nord. Temo, ora pi che mai, questa degenerazione. L’oggi, se non verrˆ immediatamente fronteggiato, porterˆ in breve tempo a spiacevolissime sorprese ed a fatti inquietanti e tali da far temere il peggio. Nessuna forza politica, anche se rinnovata, pu˜ illudersi di porre un’argine allo strapotere che la Lega Nord va ogni giorno assumendo sempre di pi. Non  certo in termini percentualistici che bisogna ragionare. Il problema  di rapporti di forze. Bisogna agire, agire tempestivamente, per non farsi trovare impreparati. Penso che in breve si realizzeranno tutte le sezioni di L.N. e nella realizzazione delle stesse verrˆ contem plata una cellula difensiva. Questo significa che in brevissimo tempo L.N. potrˆ contare su una fittis sima rete logistica, strategica ed operativa in tutta l’Italia del nord. Queste cellule collegheranno in tempo reale tutti gli addetti ai centri armati
Sono convinto che L.N. gode del favore e talune volte della complicitˆ di molti esponenti dell’Arma e gli stessi sono disseminati in tutte le regioni del nord e guarda caso sono indigeni
Ci risulta inoltre che taluni di loro, occupino posi zioni di rilievo nella gerarchia militare
Anche questo  un fattore molto inquietante
Ancora pi inquietante,  la certezza che, anche nel l’ambiente dell’esercito, la L.N. ha ormai raggiunto una penetrazione ancora maggiore. Naturalmente mi riferisco ad ufficiali e graduati di carriera. Non so per la veritˆ come stiano le cose nella polizia, ma se tanto mi da tanto, anche in. questo caso le cose dovrebbero avere preso la stessa piega. Per il momento continuo tuttavia a prendere tutto questo con qualche beneficio d’inventario
Questa settimana le mie indagini hanno segnato il passo, non certo per nostra volontˆ ma per il ripe tersi di quello strano gioco che le leghe hanno sem pre attuato nei momenti che precedono eventi di particolare rilievo
Oramai l’esperienza ci insegna che in questi fran genti le leghe si barricano dietro l’uso esasperato di una tecnica semplice: ‘Dico una cosa, ne faccio un’al tra e ne penso un’altra ancora’. Qualsiasi informazione assunta in questi momenti, anche se proveniente da fonti di provata attendibi litˆ, deve essere valutata con la pi attenta conside razione critica. Meglio ascoltare e attuare ulteriori verifiche. Cos“ non mancher˜ di comportarmi nella riunione previ sta per venerd“. Giˆ sono portato a riflettere sulle cose dette dai capi di Lega Nord nel corso di questa settimana
Bossi dice: faremo arrivare dalla Slovenia e dalla Croazia carichi di armi per rifornire il blocco d’or dine delle leghe al fine di contrastare un ‘possibile’ golpe Dc; poi smentisce e successivamente querela. E poi ancora: il 1995 sarˆ l’anno del samurai! Il samu rai sono le leghe e nel ’95 andremo al potere
Formentini dice: tra quelle persone gira troppo alcool e… anche del crak da elezione e getta cos“ tutto in burla pesante. In sostanza forse un ‘nessun commento’ mascherato alla grande. Tutti questi discorsi o rappresentano una generale farneticazione della Lega o nascondono veritˆ terribili non ancora emerse nella loro realtˆ concreta. Bossi si  reso conto che molti ‘sanno’ e che tener nascosto cose di questa natura  un’impresa senza speranza. Per prima cosa scarica addosso alla De il proprio disegno di golpe. In secondo luogo minaccia di far venire i tanto sbandierati ‘kalashnikov oliati’, distogliendo cos“ l’attenzione e le possibili ricerche dai depositi giˆ esistenti. Infine, parlando di un non meglio identificato ‘blocco d’ordine’, avvisa il popolo leghista e non che esiste una realtˆ di questo tipo pronta per qualsiasi evenienza. Scusate se  poco! Che cosa significa poi ‘l’anno del samurai’? Bossi sa molto bene che parlare di 1995 significa ancora una volta simulare e mentire spudoratamente, ma ci˜ che importa per lui  che tutti ci credano. Elettorato, partiti, parlamento e governo. Solo cos“ pu˜ passare inosservata la manovra che invece nel primo semestre del ’93 dovrebbe consolidare la sua piattaforma in modo che attorno alla fine del ’93 gli sia possibile spiccare il volo che deve consentirgli di raggiungere una posizione di controllo e di grande preminenza politica in Italia. In pratica molti mesi prima dell’inizio della scalata che tutti si attendono. Per ultimo ricordo sempre che Bossi, nel parlare di armi e di blocco d’ordine, ha sempre usato il termine leghe e mai una volta Lega Nord. Le ipotesi e le supposizioni alle quali sto lavorando non sono affatto campate in aria. Oggi sono pi che mai consapevole che esse hanno contenuti di veritˆ tali da dover essere presi nella pi seria considerazione. La prova mi  pervenuta in modo indiretto mentre svolgevo altre ricerche e pi specificatamente mentre cercavo di capire sia il momento di nascita che quello aggregativo dei tanto chiacchierati depositi d’armi. In teoria Lega Nord non annovera tra i suoi servizi realtˆ come quelle appena esposte, ma in pratica essa vi ci pu˜ contare. L’apparente contradittorietˆ si spiega molto bene se prendiamo in esame le leghe regionali che confluirono a suo tempo in Lega Nord. Queste, pur aderendo al momento consociativo ed accettando in toto: statuto, mandamenti e capo storico della Lega Nord, rimasero nella pi completa autonomia per talune realtˆ come quelle ad esempio di natura militare. Ho sempre avvertito l’esistenza di un movimento parallelo e clandestino. Risulta chiaro adesso, alla luce delle notizie pervenutemi, che bisogna parlare di realtˆ clandestine e parallele alle leghe R. ove la coagulante Lega Nord pu˜ solo fruire e non stabilire. E’ proprio da qui che nascono le grosse difficoltˆ di individuazione e smascheramento alle quali tutti indistintamente, servizi di sicurezza italiani compresi, hanno dovuto andar incontro. Le realtˆ da scandagliare non si trovano in Lega Nord, ma bens“: Liga Veneta Lega Lombarda Lega Piemontese Lega Ligure Lega Trentina A.A.; Allo stato attuale delle cose chi gestisce i depositi sono ancora coloro i quali li hanno costituiti, avvalendosi sia a quel tempo, come oggi, della complicitˆ di forze dell’ordine locali d’estrazione non meridionale. Quanto alla Lega Nord, essa ha messo in atto l’accaparramento della simpatia prima, e della complicitˆ potenziale, poi, di ufficiali superiori dell’esercito appartenenti a divisioni alpine di fanteria, tutto questo in forza ed avvalendosi delle singole realtˆ regionali. Spiegato questo, penso che L.N. si aspetta in qualsiasi momento manovre atte ad interrompere sia il consolidarsi di queste complicitˆ che lo smascheramento dei depositi. Tuttavia le cose sono messe in modo che, quando questo dovesse accadere, alla stessa non potrˆ essere addebitata nessuna responsabilitˆ diretta. Qualsiasi addebito andrebbe alle leghe regionali, le quali arbitrariamente avrebbero costituito illegali depositi d’armi. A parer nostro la Liga Veneta per la costituzione di depositi di armi, adott˜ a suo tempo particolari criteri. Le informazioni che sono riuscito ad ottenere non sono complete, ma ritengo siano sufficienti per svolgere qualche considerazione. Parlo di Liga Veneta e non di Lega Lombarda o di altre leghe regionali. La ragione  semplicissima: Liga Veneta fu la prima ad essere costituita e quindi la prima ad approntare ‘depositi’. Questo successe molti anni prima che Brivio e Bossi fondassero Alleanza Lombarda, dalla quale poi, mediante scissione, nacque Lega Lombarda che partor“ a sua volta Lega Nord. Costituire depositi d’armi, a parole  sicuramente facile, ma poi nei fatti si debbono fare i conti con dif ficoltˆ d’ordine praticologistico e di spazio fisico che sono di prima grandezza
In un primo tempo i depositi potevano essere collo cati anche in superficie, data l’esiguitˆ degli stessi
Successivamente, la quantitˆ d’armi accumulata rese indispensabile un cambiamento di ubicazione
Il criterio principale seguito per questo fu la disloca zione sotterranea. Scavi e movimentazione di terra avrebbero immediatamente portato alla localizza zione, bisognava perci˜ utilizzare qualcosa di giˆ in essere
Cosa di meglio se non le carte del carsismo che furono usate anche nelle guerre mondiali: Prima Guerra Mondiale, debitamente attrezzate come depositi di armi e munizioni; Seconda Guerra Mondiale, per un impiego molto meno bellico: occultare i cadaveri degli uomini della resistenza. Le tristemente note ‘foibe’
Nella zona carsica vi sono migliaia di queste ‘carie’
Ricordiamo che nella zona del Timavo, caverne e grotte sotterranee si contano a centinaia
Per questo  necessario consultare carte topografiche militari specifiche del periodo 19151918. Queste dovrebbero riportare le segnalazioni relative ai depositi d’armi e munizioni di quei tempi. La consultazione delle stesse, non solo sarebbe di grandissimo aiuto, ma restringerebbe enormemente le ricerche in zona. Il pensiero di chi ha costituito questi nuovi depositi  stato questo: chi mai penserˆ che per i nostri scopi si possano riu tilizzare strutture attrezzate settant’anni orsono e che sono state soggette a bonifica? Tutto quanto sin qui esposto si riferisce alle zone car siche. Veniamo adesso alle triangolazioni che hanno permesso di identificare il sistema. Ponte nelle Alpi Bosco del Cansiglio Trichiana
Localitˆ in provincia di Belluno Montebelluna Asolo Bassano del Grappa
Localitˆ in provincia, di Treviso Tezze di Vazzola Sarano di Santa Lucia Venegazz
Localitˆ in provincia di Pordenone Non pervenute (incompletezza del dato sottolineato in apertura). Per quanto appena detto vedasi cartine allegate
Risulta immediatamente chiaro che il sistema di dislocazione dei depositi e le linee nei quali essi sono raccolti, si rifanno ad una vecchia tecnica militare caduta in disuso ovvero quella del triangolo armato o ‘cuneo’. Un altro fatto risulta chiarissimo. Dal momento che il Veneto non  tutta zona carsica, per i rimanenti depositi saranno state utilizzate aree di rifugio bellico come: casematte, rifugi antiaerei, piazzuole interrate di difesa antiaerea. A questo punto, se la nostra teoria  esatta e crediamo proprio che sia vicinissima alla realtˆ, sarˆ opportuno consultare le carte militari della Seconda Guerra Mondiale. Per il momento non siamo in possesso degli elementi e delle informazioni necessarie e sufficienti per consolidare e sviluppare la nostra tesi. Abbiamo giˆ visto le relazioni che tracciano gli scenari trascorsi e presenti di Lega Nord e relative leghe regionali con contenuti altamente attendibili. Elenco ora di seguito in ordine cronologico una serie di punti che permettono di sintetizzare i fatti con maggior chiarezza al fine di determinare la situazione reale: a suo tempo nasce Liga Venera. Questa per tre quarti  composta da facinorosi della peggior specie estromessi dalle pi disparate entitˆ estremistiche e terroristiche. Nel consolidamento della stessa si decide che vengano formati anche gruppi armati; da prima non si pone il problema dell’occultamento delle armi, ma successivamente s“. Da qui la ricerca di nascondigli idonei non in superficie. Vengono utilizzate le ‘carie carsiche’; sull’onda di Liga Veneta, nasce Alleanza Lombarda e successivamente Lega Lombarda. La stessa ottiene da personaggi svizzeri gli indirizzi necessari per impostare l’idea federalista; gli ex brigatisti si conoscono tutti tra loro e cos“, Magri Gisberto, architetto in Zanica (Bg) ed anche noto brigatista viene informato che Liga Veneta possiede depositi d’armi. Lo stesso parla con chi di dovere ed ottiene di demandare ad alcuni fidi la costituzione di analoghi depositi in quel di Bergamo e Varese. In questo caso la ricerca di luoghi ove nascondere tali realtˆ diventa pi ardua. Alla fine si decide per piccole grotte e caverne montane. Successivamente si passerˆ a vecchie casematte in prossimitˆ di ex aeroporti militari e aviosuperfici abilitate nel periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale; ben presto nascono altre leghe, quella piemontese, quella ligure ecc. Anche in questi casi non si tralascia di costituire depositi d’armi. I criteri per l’occultamento sono sempre i medesimi, con una variante per la Liguria, dal momento che la stessa possiede decine e decine di ex postazioni e di piazzuole interrate adibite a suo tempo alla difesa costiera e che ormai sono andate in disuso ed abbandonate a sŽ stesse subito dopo il termine del conflitto; a questo punto, quanto si era stabilito perchŽ dovesse esservi una struttura militare all’interno della linea cisalpina  divenuto una realtˆ. Questa realtˆ viene gestita da pochissimi adepti, i quali agiscono autonomamente per ogni singola lega regionale; i risultati ottenuti, dopo le varie elezioni svoltesi, fanno da catalizzatore alla nascita di Lega Nord, la quale, pur riunendo tutti i suffragi leghisti, non fa venir meno le autonomie regionali; chiaramente, nelle autonomie regionali sono comprese le realtˆ armate. Nella ristesura degli statuti si bada con molta attenzione a che queste realtˆ non abbiano mai a comparire in Lega Nord e, soprattutto, che le stesse non possano essere neppure collegate in un futuro pi o meno prossimo alla stessa Lega Nord. Nonostante ci˜,  parimenti allo studio un sistema per collegarle tra loro e per l’impiego delle stesse qualora vi fosse necessitˆ; all’indomani delle ultime elezioni politiche, le percentuali raggiunte sono tali da giustificare l’apertura di nuove sezioni. Si presenta l’occasione per attivare i collegamenti. Il sistema deve essere efficiente anche se scollegato da Lega Nord. Pertanto un’unica cellula, lˆ dove si rende necessario, sarˆ al corrente e, la stessa, pur frequentando la sezione, di fatto apparterrˆ alla lega regionale. In questo modo, per qualsiasi eventualitˆ, Lega Nord non si assumerˆ nessuna responsabilitˆ. Prima di passare ad altro, anche in questa sede ribadiamo due fatti importantissimi: Per la realizzazione di quanto sin qui esposto si sono resi complici uomini appartenenti alle forze dell’ordine. Le simpatie raccolte da L.N. negli ambi ti militari vanno lontano. Il piano leghista prevedeva, una volta raggiunti gli obiettivi entro la linea cisalpina, che si attuasse un’espansione graduale verso EmiliaRomagna e Toscana. Da fonti attendibilissime ci  dato sapere che questa fase  in stato avanzato di compimento. L’uomo scelto a suo tempo, e tuttora designato per questa operazione,  Alessandro Patelli, braccio destro di Bossi per ci˜ che riguarda l’attuazione del proselitismo. Lo stesso a suo tempo rifiut˜ infatti la candidatura alla Camera dei Deputati ed accett˜ di essere capo gruppo in Regione Lombardia unicamente per avere piena libertˆ d’azione in questo senso. Quando poi si avvide che le cose assumevano una piega favorevole declin˜ la carica in Regione dedicandosi a tempo pieno agli obiettivi organizzativi di rafforzamento e d’espansione. Risultato:  tutto pronto per l’apertura ufficiale di Lega Emilia, Lega Romagnola e Lega Toscana con relativa annessione a Lega Nord. Abbiamo ragione di credere che tutto questo si realizzerˆ subito dopo le votazioni che si terranno il 13 dicembre a Varese e Monza. E’ inoltre ormai una certezza il raggiungimento di percentuali nell’ordine del 42% per Lega Nord e di circa l’8% per Lega Alpina. Esiste un’altra certezza: il raggiungimento di simili risultati permetterebbe a Bossi di fare tutto ci˜ che  necessario fare per provocare la caduta della giunta milanese mandandola ad elezioni anticipate, consapevole che la nuova tornata di votazioni lo vedrebbe con una percentuale pari al 38%. I dati sin qui riportati sono stati ricavati dai tesseramenti avvenuti sino ad ora. A suo tempo ero stato informato della possibile esistenza di un gruppo di uomini, designati dalla Lega Nord, per effettuare servizi particolari del tipo: trasporto celere di documenti riservati, trasporto di danaro da una sede all’altra o da un istituto di credito ad un altro, scorta particolare ad esponenti maggioritari della Lega e no (a questo proposito vi avevamo parlato di accompagnamento durante i trasferimenti di A.D.P.). Oggi ho raccolto notizie pi specifiche ed anche pi attendibili. Le unitˆ che formano questo contingente sono 84+3, gli automezzi 28+2. Ogni sede provinciale mette a disposizione un automezzo e tre persone: Lombardia: Varese, Sondrio, Mantova, Lecco, Como, Brescia, Cremona, Bergamo, Milano. Liguria: La Spezia, Savona, Genova, Imperia. Piemonte: Novara, Vercelli, Biella, Verbania, Cuneo, Asti, Alessandria, Torino. Triveneto:Venezia, Udine, Trieste, Trento. Emilia: Calderara di Reno. Romagna: Forl“
Toscana: Firenze (localitˆ non meglio identificata)
Chiaramente esiste una rotazione e il concetto della stessa; un servizio ogni tante settimane quante sono le localitˆ che appartengono alla regione. EmiliaRomagnaToscana non ci  dato di sapere come siano organizzate essendo di recentissima apertura. Possiamo comunque affermare che Lega Nord dispone ogni giorno di 5+1 automobili e di 15+1 per sone per effettuare, qualora si rendesse necessario, tutti quei servizi elencati in apertura. Concludiamo asserendo, senza ombra di dubbio, che pi di una volta, unitˆ come queste, si sono affian cate alla scorta tradizionale durante i trasferimenti di A.D.P. sia che questi fossero nell’hinterland lom bardo sia che fossero effettuati per altre localitˆ come VeneziaFirenzeRoma ecc.”.

Sin qui il diario del “leghista pentito” che, come tutte le cose anonime, vale per quello che vale.

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